«Il forte allarme sull’aumento dei costi dell’energia, rilanciato dall’indagine del VI Osservatorio Edison-Censis trova nel mondo delle micro e piccole imprese abruzzesi una cassa di risonanza rilevante: per questo servono misure urgenti e significative, da parte delle istituzioni di governo, in grado di contrastare un’ascesa che appare oggi senza freni, rischiando di mettere in ginocchio gran parte del nostro sistema produttivo. Una visione realistica, visto che secondo le nostre stime si parla a fine anno di un aumento dei costi che sfiora i 30 miliardi di euro. Come dire, una sorta di finanziaria occulta».

E’ il commento del presidente della CNA Abruzzo Bernardo Sofia ai dati diffusi ieri nello studio: dati che richiedono una decisa sterzata e una presa di posizione della politica senza indugi. «La prima richiesta – ricorda Sofia, che è anche vicepresidente nazionale della confederazione artigiana – è stata quella di inserire nei bilanci dello Stato del 2027 e 2028 un miliardo di euro per ciascuna annualità, cifre destinate a sostenere gli interventi per l’autoproduzione di energia da parte delle aziende. Un primo stanziamento, per la verità superiore alla richiesta, per un importo di 1,2 miliardi, c’è stato: ma adesso occorre siano rapidamente definiti e regolamentati i criteri per l’utilizzo, onde capire chi possa beneficiarne ed entro quali limiti. Una misura di cui sentono la necessità soprattutto i più piccoli, che in questa spirale di aumenti sono inevitabilmente destinati a subire i contraccolpi più evidenti».

Ma la richiesta di interventi istituzionali della CNA investe in qualche misura anche il livello regionale, come dice ancora Sofia: «Chiaramente le misure legate alle attuali vicende che riguardano il costo dell’energia non possono che avere una dimensione nazionale e di competenza dello Stato. Le risorse in materia di energia che la Regione mette in campo sono destinate ad esempio al rinnovo dei sistemi di riscaldamento, ma con incentivi che vanno ai privati cittadini: di questo, ovviamente, beneficiano indirettamente anche le imprese che si occupano di realizzare gli impianti. Diciamo allora che si tratta di misure che andrebbero ulteriormente incentivate e favorite, perché pur sempre dentro un perimetro di interventi che favorisce anche il mondo delle imprese». Ma resta la necessità di fare presto.