Un anno strategico per le presenze turistiche nel Capoluogo abruzzese, con un significativo boom nei mesi estivi dopo un avvio dell’anno complesso. Lo rivela il rapporto realizzato da CNA Turismo e Commercio dell’Aquila che rende noti i dati sull’andamento della stagione turistica nei primi nove mesi del 2026, mettendoli a confronto con lo stesso periodo del 2025. Il report traccia il bilancio di un anno strategico per il capoluogo abruzzese, insignito del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2026.

«L’analisi – illustra il responsabile di CNA Turismo e Commercio, Roberto Laglia – si basa sui dati consolidati (alla quarantesima settimana del 2026) del progetto pilota “Grand Hotel L’Aquila”, condotto in collaborazione con GTRevenue su un campione rappresentativo di 5 alberghi cittadini. Il campione rappresenta circa il 25% delle camere e il 26% dei posti letto alberghieri disponibili in città. Ebbene, secondo la rilevazione, il primo trimestre del 2026 ha registrato una flessione a doppia cifra dell’occupazione rispetto al 2025 (gennaio 50% contro il 67%; febbraio 52% contro il 70%; marzo 54% contro 71%). Un dato condizionato anche dalla chiusura temporanea di alcune strutture per interventi di manutenzione e ammodernamento».

La svolta arriva nella stagione primaverile ed estiva: l’inversione di tendenza si è manifestata a partire da maggio ed è proseguita nei mesi più caldi, toccando i picchi massimi ad agosto (94% contro 78% del 2025) e settembre (94% contro 85% del 2025). Interessanti anche gli indicatori economici e reputazionali: ad agosto la tariffa media giornaliera (ADR) si è attestata a circa 124 euro, mentre a settembre è stata di circa 105. Contestualmente, la reputazione online delle strutture ha raggiunto una media di 90/100, a conferma dell’elevato apprezzamento dei servizi da parte dei visitatori.

«Quanto al trend di mercato e alle motivazioni di viaggio – illustra ancora Laglia – l’analisi dice che si registra un incremento costante dei gruppi organizzati da tour operator e agenzie, favoriti anche dal contributo erogato dalla Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, e un crescente interesse da parte delle produzioni cinematografiche. In controtendenza il settore corporate, che risente del contesto economico e dell’aumento dei costi di trasferta. Sul fronte delle motivazioni, invece, sempre più turisti scelgono L’Aquila per fuggire dal caldo estivo: tra le mete più richieste figurano le Grotte di Stiffe, le escursioni in quota, i borghi medievali e le esperienze enogastronomiche locali. Proprio il fattore climatico, secondo la CNA, può rappresentare una leva centrale per le future strategie di promozione turistica».

«Sul fronte degli eventi, ed in particolare sulla Perdonanza Celestiniana, si confermano i trend stagionali, pur evidenziando una finestra di prenotazione molto “sotto data” su cui occorrerà lavorare per rafforzare l’efficacia promozionale preventiva» aggiunge Laglia. Tra i fattori di attrazione, un ruolo di primissimo piano è svolto dalla riscoperta della città ricostruita. Progetti come “Quarti di Rinascita”, ideato dall’USRA, consentono di esplorare i quattro quartieri storici attraverso i luoghi della memoria e della ricostruzione. CNA Turismo e Commercio sottolinea come la bellezza dei palazzi storici restituiti alla comunità rappresenti un patrimonio collettivo e il vero, grande attrattore turistico del territorio, di cui va garantita e ampliata la costante fruibilità.

Sull’impatto di “L’Aquila Capitale della Cultura 2026”, infine, pur in assenza di un sistema di rilevazione quantitativo dedicato, le analisi qualitative ne confermano l’impatto ampiamente positivo, nonostante una distribuzione della programmazione che ha mostrato alcune disomogeneità tra le varie stagioni: il posizionamento d’immagine ottenuto dalla destinazione garantisce un solido effetto di trascinamento e valorizzazione del brand cittadino nel medio e lungo termine.