I dati diffusi oggi dall’Istat sul mercato del lavoro confermano un quadro in chiaroscuro. A maggio gli occupati scendono di 22mila unità rispetto ad aprile, mentre aumentano gli inattivi di 59mila persone. Allo stesso tempo, su base annua l’occupazione continua a crescere: 228mila occupati in più rispetto a maggio 2025.
Per CNA il dato conferma la capacità di tenuta del sistema produttivo, ma segnala anche la necessità di non sottovalutare i primi segnali di rallentamento. Il calo della disoccupazione al 5% è certamente un elemento positivo, ma va letto insieme all’aumento dell’inattività, che sale al 33,6%.
Particolarmente significativo è l’andamento del lavoro indipendente: gli autonomi raggiungono 5 milioni e 360mila unità, in aumento di 15mila rispetto ad aprile e di 198mila su base annua. È un dato che conferma il ruolo essenziale dell’impresa diffusa, dell’artigianato, del lavoro autonomo e delle micro e piccole imprese nella crescita occupazionale del Paese.
“La notizia positiva è che l’occupazione resta più alta di un anno fa e che il lavoro autonomo continua a contribuire in modo rilevante alla crescita”, osserva CNA. “Ma non possiamo ignorare il calo mensile degli occupati, la flessione tra i giovani e l’aumento degli inattivi”.
“La crescita del lavoro non si consolida per decreto”, conclude CNA. “Si consolida creando le condizioni perché le imprese possano investire, assumere, formare e competere. Il Paese ha bisogno di più lavoro, ma anche di più persone nelle condizioni di partecipare al mercato del lavoro”.




