«Cna Abruzzo segue con grande attenzione e forte preoccupazione il dibattito in corso sulla pianificazione della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) in regione. L’assenza, a distanza di anni, di un Piano regionale del commercio aggiornato espone l’Abruzzo a un rischio concreto: quello di una crescita disordinata e deregolata delle grandi superfici di vendita, con effetti potenzialmente irreversibili sul tessuto economico, sociale e urbano dei nostri territori».
Lo afferma il presidente regionale della Confederazione artigiana, Bernardo Sofia: un punto di vista, il suo, che dà voce a migliaia di micro e piccole imprese che operano nelle attività di vicinato, nel commercio diffuso, nell’artigianato e nei servizi di prossimità, «cuore pulsante delle nostre città e dei nostri borghi che garantiscono occupazione stabile, presidio sociale, sicurezza urbana, coesione comunitaria e qualità della vita».
Secondo alcune fonti, l’Abruzzo registra – nel rapporto tra GDO e piccola rete commerciale – già numeri assai significativi che hanno prodotto mutamenti significativi nel tessuto produttivo, con riflessi e ricadute evidenti su quello sociale. Nel quinquennio 2019-2024 avrebbero abbassato la saracinesca oltre 5mila esercizi, 4mila dei quali nel commercio a dettaglio, con una perdita di 3mila posti di lavoro. Segnalando l’Abruzzo come una delle regioni europee a più alto tasso di presenza della GDO nel rapporto per abitante.
La Cna, per bocca del suo presidente regionale, fissa anche una data sul calendario passibile di conseguenze gravi: «Il rischio che dal 1° gennaio 2027, in assenza di regole regionali chiare, si apra la strada a nuove e indiscriminate localizzazioni di grandi strutture commerciali non è un allarme teorico: è una prospettiva che preoccupa profondamente le imprese che rappresentiamo, già messe a dura prova da una densità di GDO tra le più alte del Paese; dalla pressione crescente dell’e-commerce globale; dall’aumento dei costi energetici, logistici e del lavoro; dallo svuotamento progressivo dei centri storici e dei quartieri urbani».
Dunque, la Cna Abruzzo ritiene importante l’approvazione urgente del Piano Regionale del Commercio entro i termini previsti, che sia fondato su dati reali, aggiornati e territorializzati; che rechi una chiara distinzione tra rigenerazione dell’esistente e nuove espansioni; criteri che tutelino i centri urbani, i borghi, le aree interne e la costa; un coinvolgimento strutturato delle rappresentanze delle imprese. «Serve una visione di sviluppo equilibrata – sostiene Sofia – che integri commercio, servizi, turismo, artigianato, città e comunità. Le piccole imprese non chiedono rendite di posizione, ma regole certe, eque e coerenti, che riconoscano il loro ruolo economico e sociale».




