Prende forma un rapporto di collaborazione non più episodico tra mondo della ricerca e piccole e medie imprese: il tutto, per promuovere nel settore delle costruzioni e nelle attività produttive in generale un metodo fondato sull’efficientamento e il risparmio energetico, la bioedilizia, la rigenerazione urbana, la sostenibilità. Coinvolgendo le comunità locali e aiutando così le zone interne a contrastare fenomeni di spopolamento. Sono alcuni dei punti cardine al centro dell’accordo quadro sottoscritto tra CNA Artigiani Imprenditori d’Italia Abruzzo e Dipartimento di Architettura dell’Università d’Annunzio (DdA). presentato oggi a Pescara nel corso di una conferenza stampa, nella sede regionale della confederazione artigiana, presenti il Direttore e il Responsabile Energia della CNA, Silvio Calice e Gabriele Marchese, e per l’Ateneo di Chieti-Pescara il Professor Antonio Basti, docente di Tecnologia dell’Architettura (Responsabile scientifico della convenzione) e dall’architetto Elena Di Giuseppe, PhD Student in Tecnologia dell’Architettura, componente del team di ricerca.

L’intesa, che rappresenta per l’Abruzzo una novità pressoché assoluta, si fonda su un interesse reciproco allo sviluppo di un rapporto di collaborazione indirizzato – come si legge tra l’altro nel testo, solo per citare alcuni tra i numerosi punti – “all’effettuazione di ricerche e sperimentazioni nei settori delle comunità energetiche rinnovabili in ambito produttivo; all’innovazione tecnologica e costruttiva nel campo dei materiali e impianti per l’architettura; all’incentivazione di attività didattiche e formative; a possibili partnership nell’ambito di programmi di finanziamento europeo e/o nazionali; allo sviluppo di progetti collaborativi nella bioedilizia, la rigenerazione urbana e l’efficientamento energetico; allo scambio di risorse, materiali o tecnologie che possano essere utili sia per la Facoltà di Architettura che per le imprese artigiane”.

La collaborazione delineata nell’accordo potrà esprimersi anche in altri ambiti: studi e ricerche, promozione di stage e tesi di laurea, finanziamenti di borse di dottorato industriale e di assegni e borse di studio. «Abbiamo messo in campo un progetto ambizioso – ha detto Calice – che coinvolge un’intera filiera produttiva legata alle costruzioni, all’impiantistica, ai serramenti. Vogliamo contribuire così ad abbattere le emissioni in atmosfera di biossido di carbonio, ma anche i costi energetici divenuti insostenibili per il mondo delle imprese: questo diventa possibile grazie alle comunità energetiche, un tema che ci è particolarmente caro perché è stata due anni fa la CNA nazionale a farsi promotrice di un progetto per sostenere l’installazione di piccoli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, Un’idea che oggi ha trovato accoglimento nelle misure del governo». Particolarmente forte l’accento posto dall’università agli aspetti formativi, ma anche sociali: «I futuri professionisti della progettazione – ha affermato Basti – devono mettersi subito in relazione con le esigenze del mondo produttivo. Ma guardando allo sviluppo di queste tecnologie innovative nelle aree interne della nostra regione, vogliamo contribuire anche sul piano sociale a combattere forme di spopolamento e abbandono». «Per la CNA – ha concluso Marchese – l’intesa muove lungo la strada tracciata da importanti novità intervenute sullo scenario nazionale, a cominciare dalla “Transizione 5.0”, il programma inserito nel PNRR: grazie alle ingenti risorse messe in campo, consentirà un’accelerazione degli investimenti da parte delle imprese su innovazione ed efficienza energetica».