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Credito, l'analisi della Cna
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euroCola a picco il credito concesso alle imprese nei primi nove mesi del 2009. Lo rivela l’ufficio studi della Cna Abruzzo, secondo cui – in base ai dati ufficiali di Bankitalia - tra gennaio e settembre dell’anno passato c’è un decremento di ben un miliardo e 386 milioni di credito al sistema delle imprese, con ben il 55% concentrato nel settore industriale (-765 milioni), ma con flessioni significative anche nei campi dei servizi (-373), dell’edilizia (-179) e delle micro-imprese (-76).  A questo fosco scenario fa da contraltare solo il buon risultato raggiunto da pubblica amministrazione (+190 milioni) e dalle famiglie (+233): frutto, quest’ultimo di una quota destinata ad acquisto dell’abitazione (+144) e di una quota per l’acquisto di beni e servizi (+89). «Nei primi tre trimestri 2009 ri¬spetto agli stessi del 2008 – ha spiegato il responsabile del centro studi, Aldo Ronci, illustrando i dati nel corso di una conferenza stampa tenuta il 19 marzo a Pescara, assieme al presidente e al direttore regionale della Cna, Italo Lupo e Graziano Di Costanzo  - le va¬riazioni del credito alle imprese pongono in evidenza una notevole e allarmante decrescita: segno della condizione in cui si trovano ad operare le imprese in un Abruzzo che attraversa, in questi anni, una fase di oggettiva difficoltà e che cresce meno sia rispetto ai dati nazionali che a quelli del Mezzogiorno. Infatti, la diminuzione di credito alle imprese è Italia è stata nello stesso periodo dell’1,29%, mentre in Abruzzo si attesta un valore più alto, il 2%».
Quanto invece al territorio, sull’Abruzzo – chiarisce Ronci – si verificato un “effetto terremoto”: infatti, è la sola provincia aquilana a registrare un incremento positivo nella concessioni di crediti (+316 milioni di euro), a fronte della grave caduta del Chietino (-225), della flessione pescarese (-24) e della lieve crescita del Teramano (+64).
Sul fronte degli istituti bancari, a erogare la maggior parte del credito al “sistema Abruzzo” sono state le banche di maggiori dimensioni, con 750 milioni di euro, uniche in grado di realizzare una performance positiva, mentre quelle di medie dimensioni hanno segnato un taglio di un miliardo e 59 milioni di euro, le piccole  di 342 e quelle minori di 106. Capitolo “sofferenze”, infine: nei primi tre trimestri 2009 hanno subito un incremento di 293 milioni di euro, pari al 28,8%. Ed è anche questo un sintomo evidente del malessere in cui versa la nostra regione.
«Esistono risorse finanziarie preziose destinate a sostenere l’azione dei confidi verso le banche, risorse utili ad attenuare il difficile impatto delle imprese nei confronti del sistema bancario, ma adesso occorre davvero che siano messe subito in circolazione». Lo ha affermato il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo, intervenendo questa mattina nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare l’andamento del credito nel corso dei primi nove mesi del 2009. Un’analisi, quella realizzata dal centro studi della confederazione artigiana, che ha messo in luce il calo vistoso di finanziamenti concessi al sistema delle imprese abruzzesi dalle banche: «Solo immettendo subito in circolazione queste risorse, che ammontano a decine di milioni di euro, e che sono contenute in alcuni progetti di carattere strategico, come i fondi Fas o il cosiddetto “Masterplan” – ha detto ancora Di Costanzo - sarà possibile dare ai confidi le somme necessarie a sostenere la ripresa. Ma tra un anno quelle cifre potrebbero essere diventate inutili, la sfida per la ripresa si gioca in questi mesi». Al ruolo delle istituzioni ha fatto riferimento anche il presidente Italo Lupo: «E’ vero, le banche hanno chiuso i rubinetti del credito alle imprese, ma associazioni datoriali e confidi hanno fatto la loro parte: ora tocca alla Regione investire per la ripresa».
 
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