Successo del presidio sulla Statale 16, tenuto sabato scorso nella zona industriale di Punta Penna a Vasto e organizzato dalla Fita Cna per sollecitare l'apertura dell'autoporto di San Salvo, inaugurato nel 2008 e ancora interdetto all'ingresso dei mezzi pesanti,
oltre alla sistemazione di alcuni tratti dell'Adriatica interessati da interruzioni del traffico. Piazzati a scopo dimostrativo alcuni mezzi pesanti ai margini di un rondò e senza arrecare intralcio alla viabilità, i camionisti - che avevano promesso una manifestazione pacifica e ordinata - hanno messo in risalto le difficoltà legate alla mancata attivazione dell'autoporto: "Chiediamo di far presto - ha detto tra l'altro il direttore regionale della Cna, Graziano Di Costanzo - perchè la categoria è stanca di non poter disporre di una struttura in grado di migliorare il proprio lavoro. Il nostro è un primo passo per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica verso i problemi del trasporto su gomma in Abruzzo, regione dove sono stati spesi milioni a centinaia per strutture logistiche mai attivate, se si fa eccezione e in maniera parziale, per l'interporto di Manoppello (Pescara). Dopo Vasto, infatti, manifesteremo a Roseto, Castellalto e Avezzano dove si registrano gli stessi ritardi". Gli hanno fatto eco Letizia Scastiglia, direttore della Cna di Chieti e Renato Giancaterino, responsabile regionale della Fita: "Abbiamo attivato i nostri organismi nazionali - ha detto la prima - per uno studio di fattibilita' sulla cogestione dell'impianto di San Salvo. Riteniamo che la struttura non possa essere affidata ai privati, ma restare a prevalente interesse pubblico". "Oltre all'autoporto - ha detto Giancaterino - chiediamo all'Anas di ripristinare le limitazioni al traffico nel tratto vastese della Statale 16, dove le interruzioni e le deviazioni arrecano non pochi disagi". Presente al presidio, in rappresentanza della Regione, il presidente della commissione Trasporti, Nicola Argiro': "Non stiamo affatto sottovalutando il problema dell'autoporto - ha detto tra l'altro - tanto che la Regione, in base alla legge 28 del 2002, ha classificato le strutture regionali. Quella di San Salvo prevede una societa' di gestione mista, con un capitale di circa 103 mila euro. Del 45 per cento di parte pubblica la Regione assicura una quota del 15 per cento, ma bisogna ora trovare gli altri soci, sapendo che il comune di San Salvo, che ha meno di 30 mila abitanti, non può aderire. Ecco perche' stiamo tentando di coinvolgere la Camera di Commercio di Chieti e altri attori istituzionali, posto che i privati, comprese le grandi imprese di San Salvo, gestiscono per conto proprio la logistica. L'autoporto, per funzionare, dev'essere dotato di area di rifornimento carburante, ostello e manutenzione per essere appetibile. Il bando di gara per la gestione - ha concluso Argiro' - va fatto con criterio, perche' non ci possiamo permettere che una volta predisposto, vada deserto".







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