Altro che dilazione. Altro che rateizzazione. Dal primo luglio prossimo, secondo le notizie di stampa
che riportano affermazioni dei senatori abruzzesi Legnini e Lusi, senza una legge specifica da approvare al più presto, i cittadini aquilani si troverebbero a fare i conti pure con una pressione fiscale record. Lo affermano, in una nota congiunta, i presidenti regionale e provinciale della Cna, Italo Lupo e Giorgio Stringini, secondo i quali «le preoccupazioni espresse più e più volte dall’insieme del mondo dell’impresa abruzzese sulla gestione del “capitolo-tasse” per i cittadini e le imprese colpiti dal sisma del 6 aprile scorso, continuerebbero a rivelarsi purtroppo fondate. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza affrontata in modo frammentario, farraginoso, incerto: ad oggi, infatti, senza un intervento legislativo “ad hoc”, sulla base della semplice ordinanza della Protezione civile emanata a suo tempo, i tanti impegni solennemente riaffermati dalle autorità di governo in materia fiscale rischiano di restare lettera morta».
«A fine giugno, data di scadenza del provvedimento - proseguono - sulle spalle degli aquilani si abbatterà una mazzata fiscale senza precedenti, con la richiesta di pagamento immediato e senza dilazione alcuna di tutte le imposte arretrate, oltre che delle nuove. Abbiamo chiesto invano l’equiparazione degli abruzzesi colpiti dal sisma al trattamento riservato a suo tempo agli abitanti di altre regioni colpite da catastrofi naturali. La strada è dunque quella di un intervento specifico immediato, che faccia definitiva chiarezza sui tempi di restituzione al Fisco delle somme dovute».







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