Creare uno spirito di coesione come avviene nel rugby, sviluppare interdipendenza, condividere conoscenze. In una parola: fare rete. E’ il senso di marcia, per le piccole imprese, tratteggiato dal convegno organizzato a Pescara, nell’auditorium Petruzzi,
dalla Cna abruzzese, dal titolo “Fare rete, una scelta strategica per le piccole imprese”,
che ha visto ieri pomeriggio la presenza di personalità espressione della cultura italiana, come il direttore generale dell’università “Guido Carli Luiss”, Pier Luigi Celli; del mondo della piccola imprese, come il segretario generale della Cna, Sergio Silvestrini; della realtà imprenditoriale regionale, come il presidente della Camera di commercio di Chieti e vice presidente della “Honda Italia SpA”, Silvio Di Lorenzo; delle istituzioni, come il presidente della Commissione “Attività produttive del Consiglio regionale”, Nicola Argirò. Il forum, incentrato sull'idea che la rete può rappresentare una dimensione più evoluta e innovativa di filiere e distretti, nuova frontiera sulla quale misurare la capacità di sopravvivenza delle piccole imprese, è stato coordinato dal giornalista Roberto Mingardi e aperto dal presidente della Cna abruzzese, Italo Lupo. Roberto Centezzo, responsabile per la Cna dell’Emilia-Romagna del settore Ricerca e sviluppo, ha introdotto l'incontro: «Le disgrazie, come la difficile contingenza economica attuale - ha detto – a volte riescono a produrre opportunità, a patto che le imprese cambino mentalità, modifichino il sistema di relazioni: mettersi in rete per gestire un marchio comune, gestire servizi comuni, allargare i mercati, fare ricerca per acquisire competenze, richiede alle aziende un mutamento di visione del proprio ruolo, mettere in discussione comportamenti e prerogative. Insomma, nelle difficoltà non è detto che prevalgano solo i più forti, ma quelli in grado di meglio cooperare».







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