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Le insidie del Sistri
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Copia_di_plateaDovranno informatizzarsi perfino il calzolaio o il barbiere, se nessuna modifica al testo sarà apportata, e senza peraltro che si creino davvero benefici all’ambiente. E’ quanto denuncia la Cna abruzzese, che venerdì scorso, nella sala convegni dell’aeroporto,

ha chiamato a raccolta decine di imprese per illustrare i problemi connessi all’applicazione del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, meglio conosciuto come "Sistri". Secondo Luciano Di Lorito, responsabile Ambiente della Cna pescarese, «in Abruzzo, il provvedimento investirà un numero importante di imprese dei più svariati settori: dalle carrozzerie all’elettrauto, passando per arti grafiche, orafi, lavanderie, impiantisti, acconciatori, odontotecnici. Una massa enorme, calcolata in circa 15-18mila, con un aumento dei costi che si aggira attorno ai 10 milioni di euro». A illustrare i problemi creati dalle nuove procedure ha pensato Tommaso Campanile, responsabile Ambiente della Cna nazionale, che non ha lesinato critiche pesanti: «Il Sistri non porterà alcun vantaggio reale all’ambiente, ma solo un sacco di adempimenti in più a carico delle imprese, sottoposte a ulteriori aggravi di compiti e costrette, anche nel caso in cui si tratti di minuscole attività come quelle di un calzolaio o di un barbiere, a dotarsi di attrezzature informatiche impensabili in quei contesti. E di sicuro, con gli oneri per le imprese cresceranno anche i costi scaricati sui consumatori».
Lo stesso Campanile, ricevuto nei giorni scorsi dalla Commissione Ambiente della Camera dei deputati, ha chiesto una ulteriore proroga di due anni all’introduzione del nuovo sistema, dopo il rinvio deciso già nelle scorse settimane in seguito a una forte pressione delle associazioni che rappresentano il mondo dell’impresa. «Sistri va rivisto – ha detto Campanile nel corso dell’audizione – perché non semplifica e costa alle imprese. Occorre una sua revisione che porti davvero una semplificazione delle procedure e una riduzione significativa dei costi per le aziende. Quello attuale è invece un sistema che solleva perplessità e che non risolve la questione burocratica del materiale cartaceo e delle procedure. La proroga, dunque, si rende necessaria proprio per procedere a un’attenta revisione del testo».

 

 
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