Favorire l'integrazione lavorativa, come premessa per una più profonda integrazione sociale e culturale. E' la missione possibile che Fondazione Caritas e Cna di Pescara affidano
a “Filo” (acronimo di Formazione per inclusione lavorativa e orientamento), il progetto finanziato dall'Unione europea attraverso il Fondo europeo e dal ministero dell'Interno per un importo che sfiora i 176mila euro, presentato questa mattina alla stampa. Cuore del progetto – che prevede la realizzazione di interventi formativi dedicati alla conoscenza e all'approfondimento dei principali elementi che connotano il “sistema Italia” (aspetti giuridici, culturali, linguistici e sociali); di iniziative più strettamente professionalizzanti, con particolare attenzione alle possibilità di auto-impiego e auto-imprenditorialità; la creazione di una rete territoriale dedicata all'informazione e all'orientamento – sarà l'area metropolitana pescarese. Un territorio, secondo i dati contenuti nello stesso “Dossier statistico immigrazione 2011” della Caritas, all'interno del quale insistono centri come la città di Pescara e il comune di Montesilvano, che sono anche i primi due d'Abruzzo quanto a presenza assoluta di cittadini extracomunitari residenti. Quello stesso territorio – sempre secondo il Dossier – che tra il 2002 e il 2010 ha visto crescere in modo esponenziale la percentuale di stranieri residenti: +294,2%. «Questo progetto – dice don Marco Pagniello, direttore della Caritas di Pescara-Penne – permette di sperimentare vie alternative nella ricerca di risorse da utilizzare sul territorio. La scarsità di fondi pubblici ci ha indotto a guardare alla progettazione dei fondi comunitari». «Dopo la formazione degli operatori – illustra il coordinatore del progetto, Mauro Diodato – avvieremo al più presto l'attività. E' importante fornire una formazione efficace per accompagnare gli immigrati disoccupati e valorizzare al meglio l’occupabilità di quanti già lavorano».
«Non è la prima volta che Fondazione Caritas e Cna di Pescara provano ad incrociare le proprie sensibilità e competenze per dare vita a un progetto di rilevante valore sociale» spiega il direttore della Cna di Pescara Carmine Salce, che ricorda come «ciò sia accaduto già in passato, con l'elaborazione comune di interessanti progetti, o con l'adesione convinta della Cna a iniziative come l'Emporio della solidarietà o la “task force” sulla solidarietà». «Il progetto “Filo” - prosegue - si inserisce a pieno titolo in questo contesto, intervenendo su uno dei punti più problematici che il mondo contemporaneo propone, il rapporto con i cittadini extracomunitari: un punto, va riaffermato, su cui si gioca la credibilità di un Paese, il suo grado di civiltà, ma su cui occorre contrastare diffusi pregiudizi e interessata disinformazione, razzismo strisciante e perfino interessi malavitosi». «Un terreno - conclude - su cui occorre anche saper innovare, nel rispetto delle regole della convivenza civile, della tolleranza, delle leggi, nella ricerca della coesione sociale».







Twitter
UpNews
Digg
Del.icio.us
Badzu
SegnaloItalia
Facebook
Segnalo