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Il credito alle piccole imprese: le banche sostengano la ripresa
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Copia_di_lunelliIl peggio è passato. Ci sono segnali di ripresa che vanno gestiti con attenzione, anche se tra gli operatori dell’economia deve essere rilanciato un segnale di fiducia, e questo segnale devono darlo soprattutto gli istituti di credito. Da parte sua, il sistema dei confidi abruzzese, se vuole essere credibili nei confronti dei suoi interlocutori, ma soprattutto rappresentare con efficacia le istanze del mondo della piccola impresa, deve essere razionalizzato e semplificato; tantopiù che in Abruzzo gli strumenti di garanzia a disposizione della piccola e media impresa è costituito da un numero eccessivo di soggetti, che non trova riscontro in altre regioni. E’ il segnale di speranza che arriva dal forum tenuto ieri a Pescara, organizzato da Fidimpresa Abruzzo, il confidi regionale del sistema associativo della Cna. Un parterre qualificatissimo, composto dai rappresentanti del sistema bancario abruzzese, delle organizzazioni d’impresa, dei sindacati e delle istituzioni hanno fatto il punto sullo stato del rapporto tra il mondo del credito e le piccole e medie imprese, ha fatto il punto della situazione, anche grazie a un pool di relatori d’eccezione: il giornalista di “Affari & Finanza” del quotidiano La Repubblica, Marco Panara, il professor Luca Erzegovesi dell’ateneo di Trento; il presidente regionale dell’Abi Abruzzo, Antonio Di Matteo; l’assessore regionale alle Attività produttive, Alfredo Castiglione; il direttore della Cna abruzzese, Graziano Di Costanzo.
In un auditorium Petruzzi gremito in ogni ordine di posti, i lavori sono stati aperti, dopo il saluto del presidente di Fidimpresa, Enio Straccia, da una relazione introduttiva del direttore di Fidimpresa Abruzzo, Adriano Lunelli, che ha detto tra l’altro: «Le banche, soprattutto quelle grandi, che hanno in uso criteri “oggettivi” di valutazione del credito, spesso non riescono a cogliere a pieno il valore delle imprese e dei loro progetti. Si va affermando la consapevolezza che occorre riavvicinarsi al territorio, alle imprese, per dare più valore ai parametri qualitativi. Il mondo delle imprese chiede di rivedere alcuni meccanismi previsti negli accordi di Basilea e di mettere a sistema, nel processo di valutazione del rischio, l’apporto dei confidi, non solo nella funzione di mitigazione del rischio, ma anche per la ricchezza di informazioni, di relazioni e di conoscenza dell’impresa». «Le imprese, soprattutto quelle più piccole, meno esposte alla contrazione della domanda internazionale – ha aggiunto - stanno mostrando tutta la loro forza di resistenza, la capacità di adattamento, la volontà di ripartire, con la consapevolezza che la maggiore forza è nella loro competenza ed in quella dei loro collaboratori. Stanno sostenendo forti costi pur di mantenere gli organici, sapendo che la nuova fase di crescita non può prescindere da queste competenze e professionalità».
Nel suo intervento, il professor Erzegovesi - considerato uno dei massimi studiosi italiani del mercato finanziario - ha indicato alcune delle maggiori criticità che il sistema impone nell’accesso a credito delle Pmi e i correttivi principali da apportare per arrivare a un più corretto rapporto con le imprese; rapporto corretto che non può non trovare in un rinnovato e rafforzato ruolo dei confidi il proprio strumento principe.
 
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