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Fondi, troppi ritardi
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di_costanzoVa bene l’impegno della Regione nel reperimento di nuove risorse finanziarie da destinare allo sviluppo, ma adesso l’imperativo è accorciare i tempi che passano tra gli annunci e l’effettiva erogazione al sistema delle imprese.

Lo afferma il direttore regionale della Cna abruzzese, Graziano Di Costanzo, secondo il quale «un esame anche sommario sullo stato di attuazione di alcuni dei principali progetti comunitari (come Fas o Por-Fesr) mostra un bilancio a dir poco negativo sull’effettivo stato di attuazione, nonostante l’insieme delle somme teoricamente a disposizione – circa due miliardi di euro, senza contare gli ultimi accordi con la Banca europea degli investimenti –  sia davvero ingente: «In molti casi non è stato erogato neanche un centesimo, in altri l’esame delle richieste procede con incredibile lentezza, con rischi perfino di perdita dei finanziamenti previsti. Nel caso del “Por-Fesr 2007-2013”, che è anche uno dei programmi dalla maggiore dotazione a disposizione, ad esempio, si può dire che a metà del periodo di applicazione forse neppure un euro è stato davvero erogato. A giugno scorso, sulla base delle cifre fornite dalla Regione stessa, su un totale di 320 milioni di euro, ne erano stati impegnati 44 e spesi appena 14mila! Di alcuni bandi, poi, nessuno sa nulla: come nel caso di Ipa, che promuove la cooperazione tra imprese di diversi Paesi, in particolare quelli trans-frontalieri adriatici. Scaduto a fine ottobre 2009, ad oggi non si hanno notizie sull’assegnazione delle relative risorse».
Un quadro a tinte fosche, che a detta della confederazione artigiana abruzzese presieduta da Italo Lupo si inserisce in una condizione di crisi grave: «Non ci sfuggono certo le emergenze drammatiche che nel 2009 la nostra regione ha vissuto, ma così si rischia davvero di veder collassare il “sistema Abruzzo”, perché si crea una miscela micidiale tra mancanza di risorse proprie della Regione, lentezza esasperante nell’erogazione dei fondi speciali, crisi del credito per la documentata stretta operata dalle banche. Quanto basta per rischiare davvero una crisi senza precedenti dell’economia regionale e delle piccole imprese in particolare, che in Abruzzo sono oltretutto gravate da una pressione fiscale abnorme, ma che sono anche la colonna vertebrale della nostra economia». A detta della Cna, dunque, tutto lo sforzo di questi mesi deve essere orientato a spendere davvero le somme a disposizione: «La Regione valuti una riorganizzazione dei propri uffici, con l’obiettivo di snellire i tempi per l’emanazione dei bandi, l’esame delle pratiche, l’erogazione dei fondi».

 
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