L’assessore regionale Mauro Di Dalmazio si faccia promotore, al più presto, di un tavolo nazionale aperto alla partecipazione dei colleghi delle altre Regioni interessate e delle associazioni di impresa del settore, per superare l’impasse che rischia di crearsi
dopo la decisione del governo di impugnare innanzi alla Corte costituzionale la legge regionale abruzzese in materia di proroga delle concessioni demaniali marittime. Lo chiede il segretario regionale della Fab-Cna, Cristiano Tomei, che invita l’esponente della Giunta Chiodi titolare della delega al Turismo, nelle vesti di coordinatore nazionale del settore, a dar vita a una rapida iniziativa di confronto col governo: «Tocca a lui – spiega il segretario della Fab, che in mattinata ha avuto uno scambio di vedute con i presidenti nazionali delle altre associazioni del settore – assumere in questo momento una iniziativa in grado di sbloccare la situazione, che rischia di rigettare nel caos e nella paralisi l’intera categoria dei concessionari. Le Regioni devono mettere in campo una propria posizione, così come faranno per parte loro le associazioni d’impresa». Quanto alla decisione del governo, Tomei osserva che «in qualche modo, lo stop imposto al provvedimento votato a febbraio dal Consiglio regionale abruzzese e concordato con tutte le sigle del settore, era prevedibile. L’assemblea abruzzese aveva votato un provvedimento molto simile a quello della Regione Emilia-Romagna, già sottoposto alla stessa impugnazione». A detta della Fab, occorre adesso che l’assessore abruzzese, utilizzando la sua funzione di coordinamento nazionale, non disperda quel patrimonio di elaborazione e di convergenza raggiunto tra istituzioni e balneatori.







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