"Le modifiche sostanziali apportate dalla Presidenza della Repubblica al decreto del Governo sullo sviluppo, relativamente al capitolo sulle concessioni demaniali marittime, chiamano in causa la credibilità dell’Esecutivo nei confronti dei piccoli operatori turistici e delle loro famiglie".
E' quanto afferma il segretario regionale della Fab-Cna, Cristiano Tomei, secondo il quale "il fatto che la proroga delle concessioni attuali dai 90 anni ipotizzati dal testo governativo sia stata ridotta ai 20 indicati nel testo licenziato dal Quirinale riallineando la materia alle attuali previsioni di legge e alle norme comunitarie, chiama in causa una politica di promesse pre- elettorali giocate sulla pelle di una categoria, come i i piccoli imprenditori titolari delle concessioni balneari, inaccettabile e demagogica". A detta del segretario dei balneatori aderenti alla Cna, "occorre adesso riannodare i fili della vicenda secondo la linea unitaria indicata dalla recente mozione approvata al Senato con l’obiettivo di superare la procedura d’infrazione aperta dall’Ue nei confronti dell’Italia e garantire alle imprese il riconoscimento degli investimenti effettuati e del patrimonio di professionalità profuso, per dare loro per il futuro le certezze cui hanno diritto.”"Oltretutto - conclude - il testo, anche nella stesura definitiva, continua a non fare chiarezza sul punto decisivo riguardante gli arenili in concessione per la posa ombrelloni che sono la principale fonte di reddito necessaria per gli investimenti e per garantire occupazione, e sui cui nulla si dice".







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