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Credito, un emendamento contro i confidi abruzzesi
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emiciclo«Dopo due anni di promesse, nonostante la gravità della crisi e nonostante la chiusura dei rubinetti del credito alle imprese, la Regione non trova di meglio che vanificare la legge di riforma dei confidi, introducendo nottetempo un emendamento alla legge di bilancio per il 2012, per consentire anche a strutture nazionali di accedere a quei fondi». Lo afferma la Cna abruzzese, che mette sotto accusa, esprimendo «sorpresa e disappunto», l'approvazione dell'emendamento presentato e votato dalla maggioranza a palazzo dell'Emiciclo, alla legge 2 agosto 2010, sul nuovo sistema che regola i confidi, «senza preventiva concertazione con le parti sociali, allo scopo di aprire la porta a strutture extra regionali, che dunque potranno attingere alle stesse risorse riservate agli strumenti di garanzia abruzzesi. Tutto, mentre allo stato attuale questa stessa legge non ha neppure un centesimo di dotazione».
Si tratta di una norma singolare, protesta la Cna, perché riguarda il solo settore agricolo e quei confidi extra-regionali che entro la fine dell'anno (domani, ndr) procederanno “alla incorporazione di un confidi abruzzese”. «Se non siamo alle capacità divinatorie, poco manca - ironizza la Cna - perché di solito operazioni di questo genere richiedono mesi. Invece la Regione, in poche ore, ha previsto che confidi con sede extra-regionale possano incorporare strutture abruzzesi». Secondo la confederazione artigiana presieduta da Italo Lupo, «lungi da noi l’idea di creare un mercato protetto per i confidi abruzzesi, visto che sul territorio tutti hanno facoltà di operare; ma ben diverso è il discorso di contributi erogati dalla Regione a soggetti che hanno altrove sede legale, un precedente che forse costituisce un caso unico a livello nazionale».
«Questo atto – prosegue la Cna – completa un brutto percorso di fine anno che nega alla radice, per responsabilità della Giunta, quel percorso di concertazione con le forze sociali e sindacali, che pure viene sbandierato in ogni occasione. Vogliamo infatti ricordare che il “Patto per lo sviluppo” non ha mai avuto modo di discutere né del bilancio di previsione per il 2012, né del contenuto della delibera della Giunta regionale del 5 dicembre scorso, che ha stanziato ben 19 milioni di euro destinati a interventi sul territorio, attingendo al fondo unico per le attività produttive, ma destinando ai settori produttivi sono una parte». «In queste condizioni – conclude la Cna – ci chiediamo che senso abbia ancora parlare di tavoli regionali per il confronto con le istituzioni».
 
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