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Confidi, la Regione recuperi risorse
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economia«Un rapido recupero di risorse a favore del settore dell’artigianato,  da destinare innanzitutto allo sblocco dei fondi in favore dei Consorzi Fidi almeno per l’anno 2009, e per garantire continuità agli strumenti agevolativi previsti dalla legge 949/52 che hanno generato oltre 40 milioni di finanziamenti erogati in poco più di due anni e che rischiano di non trovare più continuità a seguito della mancanza di copertura finanziaria». E' la richiesta inoltrata dalle quatto sigle del mondo dell'artigianato abruzzese (Confartigianato, Cna, Claai e Casartigiani) al presidente della Regione, Gianni Chiodi e all'assessore regionale alle Attività produttive, Alfredo Castiglione, preoccupate dall'acuirsi della crisi finanziaria che in queste settimane sta ulteriormente aggravando le possibilità di accesso al credito da parte delle imprese artigiane. Le organizzazioni firmatarie del documento - che si dichiarano disponibili a incontrare i rappresentanti della Giunta per discutere i problemi che attanagliano il settore artigiano -  sottolineano che le risorse necessarie «potrebbero essere recuperate dalla deliberazione della Giunta regionale (la numero 417 del 20 giugno scorso, ndr) con la quale è stato ridotto di 3 milioni di euro lo stanziamento per il consolidamento delle passività a breve disposto dalla deliberazione numero 354 del 2009».

E sempre in tema di confidi, la Cna abruzzese esprime apprezzamento per «la decisione della Giunta regionale di destinare le risorse previste dalla legge di riforma dei confidi ai soli organismi che hanno sede legale in Abruzzo». A detta della Cna, infatti, vanno «apprezzate le dichiarazioni rilasciate dal vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione, secondo il quale “i confidi nazionali che operano in Abruzzo avrebbero assorbito gran parte delle provvidenze che la Regione può mettere a disposizione, rendendo di fatto vana la finalità del dispositivo di legge”». «La Cna – afferma la nota – ha sostenuto fin dall'inizio un progetto di legge che aveva lo scopo dichiarato di rafforzare il patrimonio dei confidi abruzzesi, in modo da consentire a questi ultimi, di fronte alle sfide della crisi e alle esigenze sempre più stringenti poste dal sistema bancario, di accrescere le proprie capacità di garanzia. Un percorso virtuoso, in grado di adeguare il nostro sistema regionale di confidi al passo con le realtà delle regioni più grandi, superando la frammentazione e la dispersione di tante piccole micro-strutture, ma soprattutto di dare una sponda efficace alla domanda crescente delle imprese». «Siamo stati tra i primi ad avviare un percorso di fusioni e semplificazione delle nostre strutture - conclude la Cna - nella certezza che solo attraverso questa strada si potesse realizzare una crescita del sistema Abruzzo».

 
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