Un’immagine che ricorda gli anni Trenta in America, con tanto di “pupa” del gangster appoggiata, mitra tra le mani, all’automobile. E’ quella scelta dai carrozzieri della Cna abruzzese per la loro particolarissima campagna
contro il cosiddetto “indennizzo diretto”, che non è più un obbligo. La Corte costituzionale – spiega il testo della locandina affissa in tutte le officine della regione – smentisce le compagnie di assicurazione: ogni automobilista può scegliere liberamente la propria officina”. A rincarare la dose sul flop di un meccanismo da sempre avversato dalle piccole imprese di autoriparazione, i dati diffusi nel giorni scorsi dall’Isvap circa il caro-tariffe per la Rc auto: in Italia il premio medio è praticamente doppio che in Germania, Francia e Spagna (407 euro contro rispettivamente 222, 172, 229), con incrementi cumulati tra il 2002 e il 2009 quasi tripli (17,9% contro il 7%) della media Ue”.







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