Quello che fa rabbia, prosegue la nota della Cna, è notare come di fronte a tanti proclami, la crudezza delle cifre dimostri come ci si trovi di fronte a un disastro annunciato, che nessun penoso scambio di responsabilità dei palazzi della politica potrà mai coprire. Scorrendo infatti le cifre ufficiali sul movimento passeggeri del porto pescarese (disponibili su http://www.trail.abruzzo.it/, l'Osservatorio regionale dei trasporti gestito da Unioncamere, ndr) si scopre infatti che già tra il 2007 (anno del massimo boom del movimento passeggeri) e il 2010, metà delle presenze è andata... dispersa in mare: «Degli oltre 45mila passeggeri tra sbarcati e imbarcati nel collegamento nella stagione 2007, già nel 2010 ne erano rimasti poco più di 23mila. Perdite dovute a incuria e superficialità, a politiche turistiche fatte di proclami e non di investimenti oculati. Premesse che fanno capire che ne sarà, in termini di cifre, della stagione in corso».
«Il poco tempo a disposizione – conclude la Cna – deve dunque essere dedicato a salvare il salvabile. Che non vuol dire soltanto tentare di riportare già nelle prossime settimane i mezzi della Snav sulle banchine pescaresi, ma soprattutto nel convincere la compagnia che nei prossimi anni troverà da queste parti interlocutori seri».







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