La riconfermata e pervicace volontà, da parte del governo, di far cassa in vista dell’emanazione del maxi decreto sui conti pubblici, introducendo il pagamento del pedaggio su alcune arterie dell’Anas, come l’asse attrezzato Chieti-Pescara,
conferma senza bisogno di ulteriori spiegazioni e precisazioni la natura iniqua del provvedimento, ovvero il battesimo di un nuovo balzello. Lo afferma la Cna abruzzese, che nell’invitare alla mobilitazione le categorie produttive abruzzesi e i parlamentari di maggioranza e opposizione regionali a dar voce alle istanze e alle proteste di cittadini e imprese, sottolinea come sia caduto l’ultimo velo di ipocrisia che per settimane aveva coperto la vera natura del provvedimento: «La verità è che si tratta solo dell’ennesimo espediente escogitato per far cassa, e a pagare saranno alcuna una volta cittadini e imprese. E per fare questo il governo non esiterà a infilare le mani nel portafoglio dei contribuenti, in particolar modo pendolari, cittadini residenti e imprese del trasporto, che saranno i primi a pagare di tasca loro il prezzo dell’ennesima gabella». «La mancanza di spazi per qualsiasi discussione – come nel caso delle mozioni presentate in Parlamento dai diversi gruppi politici sia di maggioranza che di opposizione – nel tentativo di distinguere le diverse funzioni che hanno le strade individuate dal provvedimento, per valutare l’esistenza di reti alternative, mostra la più totale insensibilità dell’esecutivo, il cui unico interesse è la quadratura dei conti». Secondo l’associazione dell’artigianato presieduta da Italo Lupo, che già aveva espresso il proprio sostegno e apprezzamento per le iniziative assunte dagli enti locali contro il provvedimento, le associazioni che rappresentano il mondo dell’impresa e dei sindacati dei lavoratori – che pure nelle settimane avevano dato vita a una campagna di comunicazione contro l’annunciato pedaggio - devono serrare le fila per dar vita a una protesta più efficace e visibile.







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